Saluti da Brescello

Mercoledì 22 Maggio
21:00 - 23:30
2019-05-22 21:00:00 2019-05-22 23:30:00 Europe/London Saluti da Brescello La stagione dei teatri domenica 19, lunedì 20, martedì 21, mercoledì 22, lunedì 27, mercoledì 29 maggio alle ore 21 e martedì 28 maggio alle ore 20 Teatro delle Albe SALUTI DA BRESCELLO drammaturgia e regia Marco Martinelli con Luigi Dadina e Gianni Parmiani SALUTI DA BRESCELLO parla di un'Italia che sta cambiando, di una regione che si credeva avere tutti gli "anticorpi", ma che non è risultata immune dalla corruzione. Le statue di Peppone e Don Camillo in un onirico dialogo notturno raccontano la vicenda realmente accaduta a Donato Ungaro, vigile a Brescello licenziato senza giusta causa per le sue denunce sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel paese. "Saluti da Brescello" può essere considerato l’ideale prologo di "Va pensiero", di Martinelli, una creazione corale, ideata e diretta insieme a Ermanna Montanari, che racconta il “pantano” delI’Italia di oggi in relazione alla “speranza” risorgimentale inscritta nella musica di Giuseppe Verdi. Un altro affondo drammaturgico di Martinelli sulla nazione, perché si ritrovi il senso di parole come “democrazia” e “giustizia”: «Sono partito dalla storia vera di Donato Ungaro – spiega Marco Martinelli. È una storia di lavoro ingiustamente strappato, perché alla fine degli anni ’90 aveva scoperto degli intrallazzi disonesti tra ‘ndrangheta e politica, e di conseguenza fu licenziato dal suo sindaco. Una storia che ci deve far riflettere, perché un certo modo di corruzione tra malavita privata e politica sta da anni salendo al nord e ormai lo vediamo nelle cronache quotidiane. La vicenda mi è piaciuta perché rappresenta anche un segnale di speranza: una volta licenziato, Ungaro porta in tribunale il sindaco e dopo 14 anni, nel 2015, vince la causa, proprio nel momento in cui Brescello diventa il primo comune dell’Emilia-Romagna a venire sciolto per infiltrazione mafiosa». Sulla scena le statue di Peppone e Don Camillo, quelle che si fronteggiano a grandezza naturale in Piazza Matteotti a Brescello, provincia di Reggio Emilia. Sono lì dal 2001, opera dello scultore Andrea Zangani: Don Camillo sorridente, la chiesa di Santa Maria Nascente alle spalle, tonaca sacerdotale e cappello da parroco in testa, la mano destra alzata in segno di saluto, nella sinistra un libro, probabilmente il suo breviario, Peppone dal lato opposto della piazza, il municipio alle spalle, fazzoletto al collo, la mano destra, che tiene il cappello, alzata in segno di saluto. In Piazza si fronteggiano e si salutano, qui invece sono voltate entrambe verso gli spettatori, e pare che stiano salutando proprio loro. O è un’illusione? Lo spettacolo va in scena domenica 19, lunedì 20, martedì 21, mercoledì 22, lunedì 27 e mercoledì 29 maggio alle ore 21. La replica di martedì 28 maggio invece inizia alle ore 20. Posti limitati, prenotazione obbligatoria. Biglietti: Intero 8 €, Abbonati a La stagione dei teatri 2018-19 6 € Informazioni e prenotazioni Ravenna Teatro dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 tel. 0544 36239 e anche domenica 19 maggio dalle ore 18 tel. 333 7605760 Biglietteria Teatro Rasi tel. 0544 30227 aperta il giovedì dalle 16 alle 18 e da un’ora prima dello spettacolo. Teatro Rasi

La stagione dei teatri
domenica 19, lunedì 20, martedì 21, mercoledì 22, lunedì 27, mercoledì 29 maggio alle ore 21 e martedì 28 maggio alle ore 20


Teatro delle Albe
SALUTI DA BRESCELLO
drammaturgia e regia Marco Martinelli
con Luigi Dadina e Gianni Parmiani

SALUTI DA BRESCELLO parla di un'Italia che sta cambiando, di una regione che si credeva avere tutti gli 'anticorpi', ma che non è risultata immune dalla corruzione.
Le statue di Peppone e Don Camillo in un onirico dialogo notturno raccontano la vicenda realmente accaduta a Donato Ungaro, vigile a Brescello licenziato senza giusta causa per le sue denunce sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel paese.

'Saluti da Brescello' può essere considerato l’ideale prologo di 'Va pensiero', di Martinelli, una creazione corale, ideata e diretta insieme a Ermanna Montanari, che racconta il “pantano” delI’Italia di oggi in relazione alla “speranza” risorgimentale inscritta nella musica di Giuseppe Verdi.
Un altro affondo drammaturgico di Martinelli sulla nazione, perché si ritrovi il senso di parole come “democrazia” e “giustizia”:
«Sono partito dalla storia vera di Donato Ungaro – spiega Marco Martinelli. È una storia di lavoro ingiustamente strappato, perché alla fine degli anni ’90 aveva scoperto degli intrallazzi disonesti tra ‘ndrangheta e politica, e di conseguenza fu licenziato dal suo sindaco. Una storia che ci deve far riflettere, perché un certo modo di corruzione tra malavita privata e politica sta da anni salendo al nord e ormai lo vediamo nelle cronache quotidiane. La vicenda mi è piaciuta perché rappresenta anche un segnale di speranza: una volta licenziato, Ungaro porta in tribunale il sindaco e dopo 14 anni, nel 2015, vince la causa, proprio nel momento in cui Brescello diventa il primo comune dell’Emilia-Romagna a venire sciolto per infiltrazione mafiosa».

Sulla scena le statue di Peppone e Don Camillo, quelle che si fronteggiano a grandezza naturale in Piazza Matteotti a Brescello, provincia di Reggio Emilia. Sono lì dal 2001, opera dello scultore Andrea Zangani: Don Camillo sorridente, la chiesa di Santa Maria Nascente alle spalle, tonaca sacerdotale e cappello da parroco in testa, la mano destra alzata in segno di saluto, nella sinistra un libro, probabilmente il suo breviario, Peppone dal lato opposto della piazza, il municipio alle spalle, fazzoletto al collo, la mano destra, che tiene il cappello, alzata in segno di saluto. In Piazza si fronteggiano e si salutano, qui invece sono voltate entrambe verso gli spettatori, e pare che stiano salutando proprio loro. O è un’illusione?

Lo spettacolo va in scena domenica 19, lunedì 20, martedì 21, mercoledì 22, lunedì 27 e mercoledì 29 maggio alle ore 21.
La replica di martedì 28 maggio invece inizia alle ore 20.

Posti limitati, prenotazione obbligatoria.
Biglietti: Intero 8 €, Abbonati a La stagione dei teatri 2018-19 6 €

Informazioni e prenotazioni
Ravenna Teatro dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 tel. 0544 36239 e anche domenica 19 maggio dalle ore 18 tel. 333 7605760
Biglietteria Teatro Rasi tel. 0544 30227 aperta il giovedì dalle 16 alle 18 e da un’ora prima dello spettacolo.

Tag: commedia, contemporaneo, prosa

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