Feet on the ground, Head in the sky

Lunedì 19 Agosto
00:00 - 23:59
2019-08-19 00:00:00 2019-08-19 23:59:00 Europe/London Feet on the ground, Head in the sky Fotografa: Sofia Venturi curata da Veronica Bassani   Sofia Venturi , classe 1993. Nata a Forlì dove ho frequentato il Liceo Artistico diplomandomi in Design, ho cominciato fin da piccola a sviluppare un interesse per la fotografia, divenuto poi quasi una sorta di ossessione nel fotografare tutto quel che mi stava attorno. Decido quindi di frequentare l’Accademia di Belle Arti di Bologna laureandomi in Fotografia, Cinema e Televisione per poi specializzarmi in Fotografia. Dai primi anni di studi decido di utilizzare la fotografia analogica per ridurre lo spreco di scatti illimitati ed avere una visione più lenta e riflessiva, preferendo inoltre l’attenzione alla manualità e accettando le imperfezioni dello strumento come scelta poetica. L’Accademia mi permette di conoscere meglio i metodi sperimentali e analogici, come la fotografia off-camera e approfondendo anche performance e video, che molto spesso si mescolano nei miei lavori, comunicando sensazioni e riflessioni anche sul mezzo stesso in una chiave concettuale e sperimentale.     “Feet on the ground, head in the sky” è una frase dalla canzone “This Must be The Place” dei Talking Heads, che compare anche in una delle fotografie. La chiarezza della luce del sole a illuminare quel che accade accanto all’intimità un filo di luce flebile che si posa su un letto disordinato; persone che delimitano un preciso luogo accanto ad uno sguardo verticale verso la luce ed il cielo. Dualità e simboli che vogliono comunicare il senso di non appartenenza, confusione e labilità nella vita quotidiana e nei rapporti umani. Un tentativo di fermare quei momenti vissuti con la consapevolezza dei continui cambiamenti, creando una sorta di album di famiglia in un progetto diarìstico che parte dall’adolescenza e continua tutt’oggi.     Descrizione del progetto:  La chiarezza della luce del sole a illuminare quel che accade accanto all’intimità un filo di luce flebile che si posa su un letto disordinato; persone che delimitano un preciso luogo accanto ad uno sguardo verticale verso la luce ed il cielo. Dualità e simboli che vogliono comunicare il senso di non appartenenza, confusione e labilità nella vita quotidiana e nei rapporti umani. Un tentativo di fermare quei momenti vissuti con la consapevolezza dei continui cambiamenti, creando una sorta di album di famiglia in un progetto diarìstico che parte dall’adolescenza e continua tutt’oggi. Bar della Città

Fotografa: Sofia Venturi

curata da Veronica Bassani

 

Sofia Venturi , classe 1993. Nata a Forlì dove ho frequentato il Liceo Artistico diplomandomi in Design, ho cominciato fin da piccola a sviluppare un interesse per la fotografia, divenuto poi quasi una sorta di ossessione nel fotografare tutto quel che mi stava attorno.

Decido quindi di frequentare l’Accademia di Belle Arti di Bologna laureandomi in Fotografia, Cinema e Televisione per poi specializzarmi in Fotografia.

Dai primi anni di studi decido di utilizzare la fotografia analogica per ridurre lo spreco di scatti illimitati ed avere una visione più lenta e riflessiva, preferendo inoltre l’attenzione alla manualità e accettando le imperfezioni dello strumento come scelta poetica.

L’Accademia mi permette di conoscere meglio i metodi sperimentali e analogici, come la fotografia off-camera e approfondendo anche performance e video, che molto spesso si mescolano nei miei lavori, comunicando sensazioni e riflessioni anche sul mezzo stesso in una chiave concettuale e sperimentale.

 

 

“Feet on the ground, head in the sky” è una frase dalla canzone “This Must be The Place” dei Talking Heads, che compare anche in una delle fotografie.

La chiarezza della luce del sole a illuminare quel che accade accanto all’intimità un filo di luce flebile che si posa su un letto disordinato; persone che delimitano un preciso luogo accanto ad uno sguardo verticale verso la luce ed il cielo.

Dualità e simboli che vogliono comunicare il senso di non appartenenza, confusione e labilità nella vita quotidiana e nei rapporti umani.

Un tentativo di fermare quei momenti vissuti con la consapevolezza dei continui cambiamenti, creando una sorta di album di famiglia in un progetto diarìstico che parte dall’adolescenza e continua tutt’oggi.

 

 

Descrizione del progetto: 

La chiarezza della luce del sole a illuminare quel che accade accanto all’intimità un filo di luce flebile che si posa su un letto disordinato; persone che delimitano un preciso luogo accanto ad uno sguardo verticale verso la luce ed il cielo.

Dualità e simboli che vogliono comunicare il senso di non appartenenza, confusione e labilità nella vita quotidiana e nei rapporti umani.

Un tentativo di fermare quei momenti vissuti con la consapevolezza dei continui cambiamenti, creando una sorta di album di famiglia in un progetto diarìstico che parte dall’adolescenza e continua tutt’oggi.

Tag: fotografia

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