Con il vostro irridente sienzio

Domenica 16 Gennaio
21:00 - 23:59
2022-01-16 21:00:00 2022-01-16 23:59:00 Europe/London Con il vostro irridente sienzio   Fabrizio Gifuni evoca il corpo di Moro, uno spettro che ancora oggi occupa il palcoscenico della nostra storia di ombre. Aldo Moro durante la prigionia parla, ricorda, scrive, risponde, interroga, confessa, accusa, si congeda. Moltiplica le parole sulla carta, appunta a mano, su fogli di block-notes forniti dai suoi carcerieri: lettere scritte e recapitate e lettere censurate dai brigatisti, si rivolge ai familiari, agli amici, ai colleghi di partito, ai rappresentanti delle istituzioni; annota brevi disposizioni testamentarie. E insieme alle lettere, nella sua prigione del popolo, compone un lungo testo politico, storico, personale: il cosiddetto Memoriale, con le risposte e le considerazioni alle domande poste dai rapitori. Le lettere e il memoriale sono le ultime parole di Moro e raccontano tutti i 55 giorni della sua prigionia. Si tratta di un fiume di parole inarrestabile, che si cercò subito di arginare, silenziare, mistificare, irridere. Ma a distanza di quaranta anni, attorno a queste carte regna ancora un silenzio assordante. Soltanto alcuni storici non smettono di studiarle; insieme a loro pochi giornalisti e alcuni appassionati del caso Moro hanno cercato lì dentro la filigrana della più grande crisi della repubblica Teatro Bonci

 

Fabrizio Gifuni evoca il corpo di Moro, uno spettro che ancora oggi occupa il palcoscenico della nostra storia di ombre.

Aldo Moro durante la prigionia parla, ricorda, scrive, risponde, interroga, confessa, accusa, si congeda. Moltiplica le parole sulla carta, appunta a mano, su fogli di block-notes forniti dai suoi carcerieri: lettere scritte e recapitate e lettere censurate dai brigatisti, si rivolge ai familiari, agli amici, ai colleghi di partito, ai rappresentanti delle istituzioni; annota brevi disposizioni testamentarie.

E insieme alle lettere, nella sua prigione del popolo, compone un lungo testo politico, storico, personale: il cosiddetto Memoriale, con le risposte e le considerazioni alle domande poste dai rapitori.

Le lettere e il memoriale sono le ultime parole di Moro e raccontano tutti i 55 giorni della sua prigionia. Si tratta di un fiume di parole inarrestabile, che si cercò subito di arginare, silenziare, mistificare, irridere. Ma a distanza di quaranta anni, attorno a queste carte regna ancora un silenzio assordante. Soltanto alcuni storici non smettono di studiarle; insieme a loro pochi giornalisti e alcuni appassionati del caso Moro hanno cercato lì dentro la filigrana della più grande crisi della repubblica

Tag: contemporaneo

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