CLAUDIO CASADIO - l'Oreste

Sabato 03 Dicembre
21:00 - 23:00
2022-12-03 21:00:00 2022-12-03 23:00:00 Europe/London CLAUDIO CASADIO - l'Oreste Quando i morti uccidono i vivi di Francesco Niccolini illustrazioni di Andrea Bruno scenografie e animazioni Imaginarium Creative Studium musiche originali di Paolo Coletta collaborazione alla drammaturgia di Claudio Casadio voci di Cecilia D’Amico, Andrea Paolotti, Giuseppe Marini, Andrea Monno regia di Giuseppe Marini produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri e Società per Attori in collaborazione con Lucca Comics&Games   Incontro con gli Artisti al Ridotto sabato 3 dicembre ore 18 (l'ingresso all'Incontro è gratuito)   L’Oreste è internato nel manicomio dell'Osservanza a Imola. È stato abbandonato quando era bambino, e da un orfanotrofio a un riformatorio, da un lavoretto a un oltraggio a un pubblico ufficiale, è finito lì dentro perché, semplicemente, in Italia, un tempo andava così. Dopo trent'anni non è ancora uscito: si è specializzato a trovarsi sempre nel posto sbagliato nel momento peggiore. Non ha avuto fortuna l’Oreste, e nel suo passato ci sono avvenimenti terribili che ha rimosso ma dai quali non riesce a liberarsi: la morte della sorella preferita, la partenza del padre per la guerra, il suo ritorno dalla campagna di Russia tre anni dopo la fine di tutto e poi la sua nuova partenza, di nuovo per la Russia, per una fantastica carriera come cosmonauta, e - come se tutto questo non bastasse - la morte violenta della madre, una madre che lo ha rifiutato quando era ancora ragazzino con i primi problemi psichici. Eppure, l'Oreste è sempre allegro, canta, disegna, non dorme mai, scrive alla sua fidanzata (che ha conosciuto a un "festival per matti" nel manicomio di Maggiano a Lucca), parla sempre. Parla con i dottori, con gli infermieri, con la sorella che di tanto in tanto viene a trovarlo, ma soprattutto parla con l'Ermes, il suo compagno di stanza, uno schizofrenico convinto di essere un ufficiale aeronautico di un esercito straniero tenuto prigioniero in Italia. Peccato che l’Ermes non esista. L'Oreste è una riflessione sull'abbandono e sull'amore negato. Su come la vita spesso non faccia sconti e sia impietosa. E su come, a volte, sia più difficile andare da Imola a Lucca che da Imola sulla Luna. Teatro Diego Fabbri

Quando i morti uccidono i vivi

di Francesco Niccolini

illustrazioni di Andrea Bruno

scenografie e animazioni Imaginarium Creative Studium

musiche originali di Paolo Coletta

collaborazione alla drammaturgia di Claudio Casadio

voci di Cecilia D’AmicoAndrea Paolotti,
Giuseppe MariniAndrea Monno

regia di Giuseppe Marini

produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri
Società per Attori
in collaborazione con Lucca Comics&Games

 

Incontro con gli Artisti al Ridotto
sabato 3 dicembre ore 18
(l'ingresso all'Incontro è gratuito)

 

L’Oreste è internato nel manicomio dell'Osservanza a Imola.

È stato abbandonato quando era bambino, e da un orfanotrofio a un riformatorio, da un lavoretto a un oltraggio a un pubblico ufficiale, è finito lì dentro perché, semplicemente, in Italia, un tempo andava così.

Dopo trent'anni non è ancora uscito: si è specializzato a trovarsi sempre nel posto sbagliato nel momento peggiore. Non ha avuto fortuna l’Oreste, e nel suo passato ci sono avvenimenti terribili che ha rimosso ma dai quali non riesce a liberarsi: la morte della sorella preferita, la partenza del padre per la guerra, il suo ritorno dalla campagna di Russia tre anni dopo la fine di tutto e poi la sua nuova partenza, di nuovo per la Russia, per una fantastica carriera come cosmonauta, e - come se tutto questo non bastasse - la morte violenta della madre, una madre che lo ha rifiutato quando era ancora ragazzino con i primi problemi psichici.

Eppure, l'Oreste è sempre allegro, canta, disegna, non dorme mai, scrive alla sua fidanzata (che ha conosciuto a un 'festival per matti' nel manicomio di Maggiano a Lucca), parla sempre.
Parla con i dottori, con gli infermieri, con la sorella che di tanto in tanto viene a trovarlo, ma soprattutto parla con l'Ermes, il suo compagno di stanza, uno schizofrenico convinto di essere un ufficiale aeronautico di un esercito straniero tenuto prigioniero in Italia. Peccato che l’Ermes non esista.

L'Oreste è una riflessione sull'abbandono e sull'amore negato. Su come la vita spesso non faccia sconti e sia impietosa. E su come, a volte, sia più difficile andare da Imola a Lucca che da Imola sulla Luna.

Tag: prosa

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